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Gentile Sig. Garante,
le scrivo per segnalarle quella che a me pare un'anomalia di mercato.

L'operatore Fastweb ha in corso un'offerta su una tariffa denominata "MyBusiness Naviga" che dall'iniziale importo mensile di € 47,50 scende a € 22,50. Interpellata Fastweb per richiedere il passaggio contrattuale a "MyBusines Naviga" conscio di non avere diritto al beneficio di promozione, ma indirizzato verso la tariffa ufficiale dichiarata di € 47,50, l'azienda risponde che la tariffa è disponibile solo per i nuovi abbonamenti.

Ritenendo inconcepibile che una tariffa di base possa considerarsi riservata, che Fastweb sia persino vessatoria nei confronti di utenti che abbiano sottoscritto la fornitura in tempi in cui le tariffe di mercato erano meno favorevoli (piuttosto che premiarli per il sostegno ricevuto agli inizi dell'attività), le segnalo il caso per le eventuali irregolarità che dovesse rilevare.

Cordiali saluti



Tutto+PLink Scritto il 31/01/2009 alle 12:03 commenti (4)
     

Mi sono sempre piaciuti moltissimo i software che alla professionalità riescono ad associare la capacità di "sorridere"; tempo fa mi aveva sorpreso un messaggio di Eudora che in occasione di un invio programmato di messaggio, alla richiesta di inviarlo ieri risponde con il messaggio: "So che avresti dovuto inviare questo messaggio ieri, ma non posso farlo finché la mia macchina del tempo non rientra dal negozio".

Geniale.

In queste ore sto sperimentando il nuovo browser di Google, in velocità ammazza persino Mozilla Firefox che già dava decine di punti a Internet Explorer; basta vincere la pigrizia della novità per scoprire quanto sia più agevole la navigazione.

Primo esempio: se si apre una finestra vuota mostra un'anteprima delle pagine consultate più spesso (a meno di negargli questa possibilità) nel menù ci sono le opzioni di base, i piccoli ritocchi e la "roba per smanettoni" e già rido.

Chrome permette la navigazione in incognito e spiega di cosa si tratta:"Sei passato alla navigazione in incognito. Le pagine aperte in questa finestra non vengono registrate nella cronologia di navigazione o di ricerca, e non lasciano traccia sul tuo computer, ad esempio sotto forma di cookie, una volta chiusa la finestra. Tuttavia, qualsiasi file scaricato o preferito creato verrà conservato."

Fino a qui la parte seria, poi quella capace di sorridersi addosso:

"La navigazione in incognito non influisce sul comportamento di altri utenti, server o software. Diffida di:
Siti web che raccolgono o condividono informazioni su di te
Provider di servizi Internet o datori di lavoro che registrano le pagine da te visitate
Software dannosi che registrano le sequenze di tasti da te utilizzate in cambio di smiley gratuiti
Agenti segreti
Persone che ti stanno alle spalle."

Se è anche sicuro, lo adorerò!



Tutto+PLink Scritto il 02/09/2008 alle 23:55 commenti (3)
     

Succede che dopo eventi e momenti importanti condivisi con molte persone il ritorno a casa abbia una sua traumaticità, vivo, ad esempio, la fase prenostalgica della Cina e somiglio in tutto a quei cinesi che all'indomani dei giochi si sentono un po' perduti nella mancanza degli eventi che hanno tenuto impegnata Pechino nelle ultime settimane.

Sono giorni di email, di collegamenti incrociati via Facebook, MySpace, Flickr, commenti e scambi di foto, SMS che viaggiano in Asia e ritornano, e le persone incontrate anche se a volte solo per pochi minuti sono considerate amiche per il semplice fatto che i minuti condivisi sono stati amichevoli.

Ci si cerca, ci si trova, così cercando ho trovato il blog di Matteo Tagliariol, oro di spada e bronzo a squadre.

Se la segnalazione vi è utile, è qui, aspettando che riprenda a scriverci, magari.



Tutto+PLink Scritto il 29/08/2008 alle 18:50 commenti
     

Casa Italia è lo specchio delle gare, se i nostri vanno forte e conquistano il podio l'aria s'infrizzantisce.

Si ricaricano le batterie delle telecamere a spalla, si modificano le scalette tv e i contenuti che preparo per la radio, gli uffici stampa dialogano con altri uffici stampa, i giornalisti mettono la pagina nuova sul Moleskine per annotare le risposte.

Ma nei giorni in cui gli atleti conquistano solo l'onore della partecipazione “Casa Italia si spegne” me lo fa notare Amedeo Goria di RaiSport aggiungendo che per noi e chi ci ascolta importano anche le storie di chi la medaglia non la ha vinta nonostante fatica e determinazione.

Visualizzo il Dopofestival di Sanremo con i bocciati a ingoiare l'onta, a spiegare che con la migliore dote e preparazione può succedere e l'incoraggiamento di De Gregori “Non aver paura a tirare un calcio di rigore non è da questi particolari che si giudica un giocatore”.

Goria si rituffa nel telefono per mettere insieme la puntata, io immagino Igor Cassina volteggiare sul quarto punteggio, Vera Carrara disarcionarsi dalla bicicletta quattro tempi dopo la decima, fissano valigia e voglia di tornare a casa e mi dispiace pensarli intristiti.

Ma sono capaci di grande ripresa come mi conferma l'ostacolista Micol Cattaneo arrivata a Pechino a un centesimo dal primato italiano dei 100 metri: “Pazienza. Il record lo ho nelle gambe vedrai che gira rigira lo farò.”

Quel giorno avranno meno voglia di silenzio, di valigie e di casa; riflettore e microfono gli saranno meglio sopportabili.




Tutto+PLink Scritto il 21/08/2008 alle 11:54 commenti (2)
     



Tutto+PLink Scritto il 19/08/2008 alle 05:47 commenti
     

 

Leggo che c'era una bella folla a Fiumicino ad aspettare i nostri procuratori di medaglie a Pechino, applausi per tutti e autentica ovazione per Valentina Vezzali; peccato non essere stato là anche io ad applaudire e certo non perché qua si stia male o per nostalgia del patrio suolo, ma per lei, per Valentina.

Non la conoscevo se non di fama e il mio primo incontro è stato durante la premiazione che ho l'onore di cerimoniare qui a Casa Italia per il CONI; ho seguito servizi e interviste rilasciate scendendo dal podio del terzo oro olimpico, mi aveva colpito sentirla citare Eros Ramazzotti e mi sono detto: “Sarebbe una dj eccezionale per Radio Italia”.

Stiamo sul divanetto in attesa del collegamento con Cologno e parliamo di vita, di musica e di fotografia e le dico che sarebbe bello se si prestasse a farne una con me mentre mi punta al petto il fioretto, dice “sì” e penso che lo dica come se fosse la strada più semplice per liberarsi di qualcuno che risultasse molesto.

Promesso, promesso, poi ciao.

Lei torna dopo qualche giorno con le amiche e un'altra medaglia al collo; ancora parole per riempire l'attesa del collegamento e riparliamo della mia foto che, sorpresa “Certo che la facciamo! Ho messo in macchina il fioretto con cui ho combattuto stasera..”

Le uniche specialità medicinali di mia conoscenza buone per gli attacchi cardiaci non sono reperibili in Cina, quindi capirete come siano passate le ore tra la promessa e la sua realizzazione: premiazione, interviste tv, cena, interviste giornali, diretta RAI..” ogni volta passando mi rassicurava su ciò doveva fare, sui tempi, “Tu sta qui eh..” così fino all'una di notte abbondante.

Vieni con me.” vado: macchina, sacca, fioretto “Dai Fra, rientriamo.” facciamo la foto, 200 scatti per essere certi di non avere perduto nessuna posa mentre io avanzo per fare che il fioretto si incurvi più visibilmente sul mio petto e Valentina si preoccupa: “Ma così ti faccio male!”

A me non importava l'integrità della cassa toracica, era sufficiente che non mi uccidesse, la ringrazio per la simpatia e la disponibilità, faccio per salutarla e lei chiede se c'è un pennarello.

C'è.

Scrive sull'arma “A Francesco ..in punta di fioretto” lo firma e me lo regala; lì sì che ho rischiato la vita: touché.

   

  



Tutto+PLink Scritto il 18/08/2008 alle 19:30 commenti
     

Il volo di MargheritaNel bailamme ferragostano è andato perduto un mio articolo consegnato il 14, che se lo avessero anticipato avevano la notizia, che ritardandolo non solo la notizia non c'è più ma è pure vecchia e non gliene importa nulla a nessuno: sarà pure stato un commento, però a tenersi un articolo nel cassetto per 4 giorni, può succedere.

Da tempo scrivo poco, che il poco vada sprecato è insopportabile, dunque ecco:

"L'altro ieri scrivevo di un buffo episodio di Margherita Granbassi e in capo a qualche ora un “ambasciatore” del Coni mi segnalava che Margherita mi sfida all'arma bianca per restituirmi la stoccata. In chiave scherzosa, naturalmente.

La storiella della fiorettista che cade salvando bicchiere e contenuto era un ripiego, ciò che mi aveva colpito e indotto a citarla con un pretesto erano invece le voci circolate a Casa Italia poche ore dopo la sua conquista del bronzo con la vittoria su Giovanna Trillini.

Ebbene, si è detto che mentre Giovanna annunciava il ritiro dall'attività agonistica, Margherita abbia manifestato profondo dispiacere per la sua vittoria e per quell'annuncio, le voci sostenevano che avesse persino pianto l'essersi trovata costretta a vincere a discapito di una stimata collega.

Mi aveva fatto tenerezza pensare a un'atleta del calibro della Granbassi che singhiozzasse frasi del tipo: “Forse se non avessi vinto, lei non si sarebbe ritirata, è colpa mia”.

Al di là del mio virgolettato immaginario (che l'abbia detto davvero o no è poco importante) è il senso di umanità prevalente che ne traspare a fare la differenza, una legge che va al di là dei regolamenti sportivi o del dettato decoubertinano per cui se il prezzo di un bronzo è il ritiro di una collega, forse non ne valeva la pena; è la storia in sé a emozionare, più della vittoria, dei salti di gioia, delle urla e dell'inno nazionale.

Ho faticato a comprendere la delusione di alcuni vincitori sui gradini inferiori del podio, ma la realtà è che ogni atleta è in gara anzitutto con i propri limiti, me lo spiega Micol Cattaneo che domenica sera correrà i 100 metri a ostacoli e su quella pista porterà tutte le sue armi per annientare l'unico centesimo di secondo che la separa dal record italiano; dice: “Poca cosa rispetto al resto del mondo, se faccio il record probabilmente non supererò neanche il turno, ma sarò felicissima!”

Ché ciò che più conta per uno sportivo autentico non è abbattere gli altri ma riuscire a superare sé stesso."



Tutto+PLink Scritto il 18/08/2008 alle 04:59 commenti
     

Questa sera, poco prima della premiazione a Casa Italia di Federica Pellegrini, Chiara Càinero e Andrea Minguzzi un signore mi ha avvicinato e detto: "Per l'articolo di oggi, Margherita Granbassi ti sta cercando" "E vabbé" gli rispondo "se ha bisogno di pareggiare il conto delle stoccate incasserò senza fiatare".

Anche Giacomo Crosa potrebbe volermi dire la sua.

Sto scoprendo quanto sia difficile raccontare le storie come le vorrei, in bilico tra la necessità di raccontare aneddoti che possano essere di un qualche interesse e il rispetto per le persone che ne sono coinvolte, questo episodio della caduta è stato visto da molte telecamere e non mi aspettavo di stare raccontando qualcosa di inedito, anzi, mi sarei aspettato che la tv, notoriamente più cinica della radio, se ne fosse già servita.

La storia che invece avrei voluto raccontare di Margherita e che non mi è riuscito cavarle fuori al microfono era ben diversa da una caduta in cui con bravura suprema ha salvato il bicchiere e il suo intero contenuto; avrei voluto che raccontasse più ampiamente il suo dispiacere per avere sconfitto un'amica e collega che poche ore dopo annunciava il ritiro dall'attività agonistica.

Io spero che Giovanna Trillini ci ripensi, però mi ha fatto tenerezza pensare alla Granbassi che si sia sentita colpevole di avere vinto, che a un certo punto (i bene informati dicono che abbia persino pianto) un'atleta dai nervi saldi abbia ceduto a un'emozione tanto profonda che gli avrebbe fatto dire: ecco, forse se non vincevo io non si sarebbe ritirata.

Io non lo so se questo rientri nello spirito sportivo, se non fosse solo un'espressione dell'amore si sé per cui si possa arrivare a dirsi che per vincere "solo" una medaglia di bronzo, se il prezzo è il ritiro di una stimata collega, forse non ne valeva la pena.

Però, che sia successo davvero, sia pure in termini e modi diversi da quelli che ho immaginato, mi ha emozionato più della vittoria stessa, dei salti, delle urla e dell'inno nazionale, ché in fondo di umanità sembra essercene così poca in giro, che quando ti pare di riconoscerla è difficile fingere che non ci tocchi.

 



Tutto+PLink Scritto il 14/08/2008 alle 18:14 commenti
     



Tutto+PLink Scritto il 12/08/2008 alle 09:29 commenti
     

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